martedì 19 febbraio 2013
lunedì 18 febbraio 2013
domenica 27 gennaio 2013
martedì 22 gennaio 2013
lunedì 12 novembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
martedì 19 giugno 2012
A PROPOSITO DI MOBILITA'
LE
SEGRETERIE
FAISA-CISAL
FAST-CONFSAL
A
fronte di un atteggiamento aziendale che esclude ogni confronto è
inevitabile l’inasprimento del conflitto, pertanto FAISA-CISAL
e FAST-CONFSAL hanno indetto un’ulteriore azione di lotta con uno
sciopero
di 24 ore
nel
rispetto delle fasce di garanzia per il giorno
22
Giugno 2012
Per
tutto il personale di GTT che si svolgerà con le seguenti modalità:
-
Personale viaggiante urbano, graduati, assistenti alla clientela :
intera prestazione con il rispetto delle fasce protette
-
Personale viaggiante extra urbano : intera prestazione con il
rispetto delle fasce protette
-
Metropolitana – personale esercizio : intera prestazione con il
rispetto delle fasce protette
-
Metropolitana- personale manutenzione, impiegati e funzionari :
intera prestazione con il rispetto delle fasce protette
-
Impiegati e Funzionari: Intera prestazione
-
Operai, Area Mobilità, Addetti alla Viabilità(133), intera
prestazione
-
Operai, Capi operai, Manutenzione SSE, IES, Fabbricati : intera
prestazione
-
Operai operanti sul turno centrale : intera prestazione
-
Ferrovia, Assuntori: intera prestazione con il rispetto delle fasce
di garanzia
NOI
DELLA FAISA E DELLA FAST SIAMO DEL PARERE CHE LA SFIDA CON CUI TUTTI
I SOGGETTI DEVONO MISURARSI E’ RAPPRESENTATA DALLA CAPACITA’ DI
SAPER CONIUGARE DIRITTI E TUTELE DEI LAVORATORI CON IL BISOGNO DI
TRASFORMAZIONE E SVILUPPO DI QUALITA’ DEL SERVIZIO, IN UNA CORNICE
DI TRASPARENZA ED EQUITA’.
LA
CONVINZIONE, MATURATA NEGLI ANNI PASSATI FRA MOLTI COLLEGHI, CHE I
BENEFICI DELL’AZIONE SINDACALE DEBBANO ATTENDERSI INDIPENDENTEMENTE
DALL’APPORTO DI CIASCUNO DI NOI ALLA LOTTA, OGGI CHE E’ IN GIOCO
IL NOSTRO FUTURO, NON E’ PIU’ VALIDA, I DIRITTI VANNO
CONQUISTATI, ESERCITATI E DIFESI!
IL
22 GIUGNO SCIOPERIAMO UNITI, UNITI SI VINCE!
domenica 16 gennaio 2011
Vivere a chilometro zero
Oggi molte persone sono concretamente autosufficienti: vivono di quello che producono, non sono dipendenti dalle logiche di mercato, costruiscono le case secondo criteri di sostenibilità, lavorano la terra senza danneggiarla… e in genere sono molto rilassate. Il documentario La Rivoluzione Bianca racconta questa storia.
Partire da un ortoFabio ha studiato cinema e oggi di lavoro fa il videomaker; Fatima, andalusa, è un perito agrario che si sta specializzando in ecologia. Viaggiando tra Spagna e Italia, gli autori raccolgono una panoramica di esperienze concrete. «Attraversiamo diversi livelli» ci raccontano. «Partiamo dal racconto di chi sceglie di farsi un piccolo orto, che crediamo essere alla base dell’autosufficienza, per arrivare alla grande organizzazione, in cui ci si interroga su come si autogestisce una grande comunità. Ci sono storie molto distanti tra loro: chi sceglie di vivere con pochissimo, senza nemmeno l’elettricità, e chi invece ha creato un posto molto strutturato e autosufficiente anche per quanto riguarda istruzione, salute, sport, tutto quello che serve all’interno di un villaggio».
Nel girare il loro documentario, Fabio e Fatima hanno scelto di viaggiare come wwoofer. Il Wwoof, ovvero World Wide Opportunities on Organic Farms, è un’organizzazione che offre l’opportunità di lavorare in fattorie biologiche di tutto il mondo in cambio di vitto e alloggio. Per chi viaggia è un’opportunità di girare il mondo in modo molto economico, mentre per le fattorie è un aiuto concreto. Per entrambi è un’opportunità di scambio e arricchimento reciproco.
La campagna come sceltaNel raccontarmi il loro viaggio-documentario, Fabio e Fatima usano il termine neo-rurale. Quel neo mi fa capire cosa intendono per «rivoluzione». Le persone che oggi vivono in campagna hanno l’opportunità di sceglierlo. In questo modo scelgono anche di cambiare la propria vita verso una pratica di autosufficienza. È questa la rivoluzione, la scelta di cambiare dal basso il modo di vivere di questa società, a partire dalle piccole cose che possiamo fare concretamente. Si tratta di una rivoluzione assolutamente non violenta, in quanto non si parte da un conflitto, ma dalla proposta attiva di un diverso stile di vita. Ecco perché è una rivoluzione bianca.
Produzioni dal basso«La Rivoluzione Bianca» è un documentario interamente autoprodotto e chiunque può sostenere il progetto acquistando delle quote su www.produzionidalbasso.com. Produzioni dal basso è una piattaforma online indipendente, non profit e gratuita. Chiunque può usufruirne per realizzare un proprio progetto (film, libro, produzione teatrale…). Il sistema è semplice: basta iscriversi e pubblicare il proprio progetto specificando l’investimento necessario per la realizzazione. Questa cifra viene suddivisa in quote, generalmente intorno ai 10 euro, che tutti possono sottoscrivere In questa maniera chi realizza il progetto può farsi un’idea dell’interesse che suscita la sua opera e può eventualmente coprire le spese per la sua realizzazione.
Per sottoscrivere il progetto, basta cercare «La Rivoluzione Bianca» sul sito e cliccare su «sostieni»: acquistando un minimo di una quota si «prenota» una copia del documentario, che verrà spedito a chi si iscrive due mesi dopo il raggiungimento della quota totale.
Per sottoscrivere il progetto, basta cercare «La Rivoluzione Bianca» sul sito e cliccare su «sostieni»: acquistando un minimo di una quota si «prenota» una copia del documentario, che verrà spedito a chi si iscrive due mesi dopo il raggiungimento della quota totale.
È possibile vedere il trailer del documentario sul sito di Terra Nuova al seguente link: www.terranuovaedizioni.it/article5267.htm
La Ganga scorribanda!!!!!!!!!!!!!
“Io quello lì non lo candido”. Più chiaro di così Piero Fassino non poteva essere. Quello lì è Giusi La Ganga, ex luogotenente di Bettino Craxi in Piemonte, quando sedeva a Montecitorio negli scranni del Psi. Lunedì alla Gam - durante una riunione organizzata da Sinistra in Rete con i quattro candidati del Partito Democratico alle primarie – un giovane militante di Acmos aveva sollecitato l’ex segretario Ds a rispondere sulla possibilità che il Pd candidasse dei pregiudicati. Lui aveva garantito: “Non mi risulta che il nostro partito lo abbia mai fatto”, prima di sfogarsi con un gruppo di fedelissimi di fronte ai quali è stato ancor più rigido, escludendo in modo perentorio la candidatura di La Ganga Il seguito su Lo spiffero.com
.http://www.lospiffero.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1318:la-ganga-la-sala-rossa-si-allontana&catid=6:sottoscala&Itemid=4
.http://www.lospiffero.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1318:la-ganga-la-sala-rossa-si-allontana&catid=6:sottoscala&Itemid=4
Inizia una nuova fase vi racconto un lustro di grande fermento trasformato in letame dalle lobby del potere che cogestiscono il mondo del lavoro
Una nuova battaglia ad armi impari sta partendo, ci risiamo anzichè stare nei canoni comuni della comunicazione, partono le scorrribande fascistoide mafiose. Adesso saeà l'ultima volta. Le risposte non tarderanno ad essere date. Somo stufo di come la stoltaggine sia diffusa all'interno del nostro sistema lavorativo e sindacale. Tutti cercano solo la propria personale affermazione alleandosi di volta in volta col bastonatore di turno. Come si fa a non comprendere la gravità che stiamo attraversando e che il destino di ognuno in azienda è già tracciato. Chissà
lunedì 3 gennaio 2011
UNA CITAZIONE A SPROPOSITO DI SUSANNA CAMUSSO da Pietro Ancona
Per suffragare con una autorità moralmente indiscussa il suo attacco alla Fiom la signora Camusso cita Giuseppe Di Vittorio che avrebbe affermato: Quando c'è una sconfitta non possono non essere stati commessi degli errori. Nessuna grande sconfitta è figlia solo della controparte."..................................... La CGIL............................ Se fosse ancora un Sindacato dei lavoratori avrebbe dovuto non riconoscere le newco della fiat come entità legittime.....................................................................
Perchè la CGIL fa tutto questo? Perchè ormai non è più se stessa. Ora è una holding, una conglomerata di partecipazioni societarie a centinaia e centinaia di enti bilaterali che gestiscono un badget di miliardi di euro e dispongono di migliaia di dipendenti molti dei quali ingaggiati con la legge Biagi. Gli interessi della CGIL sono oramai simili ed omologati a quelli della Confindustria e sono entrati in conflitto con quelli dei lavoratori.
La dottrina dietro la quale si nasconde questa tumorale degenerazione è quella della sussidarietà che per prosperare ha bisogno di crisi sempre più acute del welfare. Ecco quindi che il conflitto si estende financo allo Stato sociale. Questa è la grande patologia italiana: Sindacati che sono compromessi con il padronato con legami assai forti in centinaia e centinaia di enti bilaterali ed un Parlamento fatto tutto di partiti favorevoli o strumenti della Confindustria. Nel mondo, ad eccezione degli USA, non è così: i sindacati stanno dalla parte dei lavoratori ed in Parlamento c'è quasi dappertutto un partito socialista o socialdemocratico o comunista che non tiene il sacco alla destra al potere. Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
Perchè la CGIL fa tutto questo? Perchè ormai non è più se stessa. Ora è una holding, una conglomerata di partecipazioni societarie a centinaia e centinaia di enti bilaterali che gestiscono un badget di miliardi di euro e dispongono di migliaia di dipendenti molti dei quali ingaggiati con la legge Biagi. Gli interessi della CGIL sono oramai simili ed omologati a quelli della Confindustria e sono entrati in conflitto con quelli dei lavoratori.
La dottrina dietro la quale si nasconde questa tumorale degenerazione è quella della sussidarietà che per prosperare ha bisogno di crisi sempre più acute del welfare. Ecco quindi che il conflitto si estende financo allo Stato sociale. Questa è la grande patologia italiana: Sindacati che sono compromessi con il padronato con legami assai forti in centinaia e centinaia di enti bilaterali ed un Parlamento fatto tutto di partiti favorevoli o strumenti della Confindustria. Nel mondo, ad eccezione degli USA, non è così: i sindacati stanno dalla parte dei lavoratori ed in Parlamento c'è quasi dappertutto un partito socialista o socialdemocratico o comunista che non tiene il sacco alla destra al potere. Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://www.ilmanifesto.it/io-manifesto/lettere-e-filosofia/
lunedì 27 dicembre 2010
A gennaio riparte la mobilitazione
"Un Paese che non si pone il problema del futuro e rompe con i suoi giovani è destinato a un declino irreversibile - ha continuato la Camusso - .Se non si affronta la crisi e non si mettono in campo politiche di contrasto alla precarietà, il rischio è che un'intera generazione si rassegni alla mancanza di prospettive. C'è bisogno di regole, non di deroghe. Un Paese che non ha regole si imbarbarisce
Un patto generazionale
NUOVO ADESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Accordo Mirafiori, "Svolta fascista, serve lo sciopero generale"
"E' vero che l'accordo di Mirafiori è storico - dice Cremaschi - ha un solo precedente: il 2 ottobre 1925 quando Mussolini, la Confindustria e i sindacati fascisti e nazionalisti sottoscrissero l'abolizione delle commissioni interne. Oggi Marchionne Cisl e Uil aboliscono in Fiat e Mirafiori le Rsu e le elezioni democratiche. E' un atto di un autoritarismo senza precedenti nella storia della Repubblica: nemmeno negli anni '50 si tolse ai lavoratori Fiat il diritto a votare per le loro rappresentanzehttp://www.repubblica.it/economia/2010/12/27/news/cremaschi_camusso-10617968/?ref=HREC1-1
E le RSU in Trenitalia decapitate da FILT?
E le RSU in Trenitalia decapitate da FILT?
Tornano i soliti errori della Cgil,La Camusso si rilegga il Di Vittorio del ’55 e l’autocritica sulle politiche rivendicative
http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/319298/
Sergio Marchionne ricorda quella del bambino della fiaba che denuncia apertamente la nudità del sovrano facendo venir meno in un sol colpo una montagna di ipocrisie.
Da ora in avanti, ogni impresa - qui sta la portata innovativa dell’accordo - sarà legittimata a negoziare direttamente con le naturali controparti le condizioni di lavoro che essa ritiene indispensabili per la propria capacità competitiva e a garantirsi in questo modo l’ammortamento degli investimenti effettuati. Il contratto ritorna così al suo significato di scambio ed abbandona ogni profilo di atto dovuto, quasi assistenziale, a prescindere dai risultati e dalla qualità della prestazione lavorativa.
Sergio Marchionne ricorda quella del bambino della fiaba che denuncia apertamente la nudità del sovrano facendo venir meno in un sol colpo una montagna di ipocrisie.
Da ora in avanti, ogni impresa - qui sta la portata innovativa dell’accordo - sarà legittimata a negoziare direttamente con le naturali controparti le condizioni di lavoro che essa ritiene indispensabili per la propria capacità competitiva e a garantirsi in questo modo l’ammortamento degli investimenti effettuati. Il contratto ritorna così al suo significato di scambio ed abbandona ogni profilo di atto dovuto, quasi assistenziale, a prescindere dai risultati e dalla qualità della prestazione lavorativa.
L-assegno-di-previdenza-Arrivera-un-anno-piu-tardi
http://www.corriere.it/economia/10_dicembre_27/L-assegno-di-previdenza-Arrivera-un-anno-piu-tardi_51e0267c-1188-11e0-8f66-00144f02aabc.shtml
Anzianità più difficileDal prossimo anno i lavoratori dipendenti andranno in pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia soltanto se la somma dell'età anagrafica e dell'anzianità lavorativa ammonta a 96 la cosiddetta «quota 96», a patto che abbiano almeno 60 anni d'età. Quindi occorrono 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni e 35 di versamenti. Ai fini del raggiungimento dei requisiti, nel rispetto dei limiti minimi di età e contribuzione, contano anche le frazioni d'anno. Ad esempio matura il diritto alla pensione di anzianità anche il dipendente che a marzo 2011 può vantare 60 anni e 6 mesi di età e una contribuzione di 1.846 settimane 35 anni e sei mesi. Più dura la vita degli autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, per i quali la quota è fissata a 97, con un minimo di 61 anni di età: possono pertanto ottenere la pensione con 61 anni e 36 di contributi, oppure 62 di età e 35 di versamenti. Anche in questo caso valgono le frazioni d'anno. Fino al 31 dicembre 2010 era in vigore la quota 95 per i dipendenti età minima 59 anni e 96 per gli autonomi minimo 60 anni.
Anzianità più difficileDal prossimo anno i lavoratori dipendenti andranno in pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia soltanto se la somma dell'età anagrafica e dell'anzianità lavorativa ammonta a 96 la cosiddetta «quota 96», a patto che abbiano almeno 60 anni d'età. Quindi occorrono 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni e 35 di versamenti. Ai fini del raggiungimento dei requisiti, nel rispetto dei limiti minimi di età e contribuzione, contano anche le frazioni d'anno. Ad esempio matura il diritto alla pensione di anzianità anche il dipendente che a marzo 2011 può vantare 60 anni e 6 mesi di età e una contribuzione di 1.846 settimane 35 anni e sei mesi. Più dura la vita degli autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, per i quali la quota è fissata a 97, con un minimo di 61 anni di età: possono pertanto ottenere la pensione con 61 anni e 36 di contributi, oppure 62 di età e 35 di versamenti. Anche in questo caso valgono le frazioni d'anno. Fino al 31 dicembre 2010 era in vigore la quota 95 per i dipendenti età minima 59 anni e 96 per gli autonomi minimo 60 anni.
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